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L'Altopiano di Asiago e il suo prelibato formaggio

L'altopiano di Asiago è un luogo talmente incantevole e rilassante, che vale la pena trascorrervi una settimana di vacanza, sia d’inverno (soprattutto se si ama lo sci da fondo), che d’estate.

Suggeriamo un itinerario della durata di un week end che si estende per circa 40 chilometri fra i paesi di Rotzo, Roana, Asiago, Gallio, Enego, Conco, Foza, Lusiana.

Fra il silenzio dei suoi boschi sono nati i capolavori del regista Ermanno Olmi e dello scrittore Mario Rigoni Stern: l’Altopiano di Asiago, o “dei Sette Comuni” (1000 metri di altitudine, in provincia di Vicenza), è una sorta di mondo a sé, che d’estate brilla del verde smeraldo di prati e boschi e d’inverno diventa magico per il candore della neve che lo riveste.

A chi vi sale dalla pianura seguendo una ripida strada con dieci tornanti, si svela inaspettato con i suoi larghi orizzonti (che garantiscono anche d’inverno 8-9 ore di sole) i prati sconfinati, i paesi dagli alti campanili e la corona delle vette. L’Ortigara, Cima Caldiera, Portule, Cima Undici, Cima Dodici furono teatro di feroci combattimenti durante la prima Guerra mondiale, e ora sono meta di escursioni sulla traccia della storia e del passato, tra trincee, forti e camminamenti. Per scoprire il fascino dell’Altopiano, niente di meglio che seguire senza fretta la strada panoramica che lo attraversa da Ovest ad Est.

Punto di partenza, Rotzo, il comune più antico dell’Altopiano, come testimonia la chiesa di Santa Margherita, fondata attorno al Mille, e alcuni siti preistorici come il Bostel, dove è allestito un interessante Archeopercorso. Il paese è conosciuto per le sue eccellenti patate, che vengono coltivate in decine di orti attorno all’abitato. La strada prosegue verso Roana, articolata in sei caratteristiche borgate, dette i Sei campanili.

Nella frazione di Cesuna si trova il Museo dei Cuchi, che raccoglie più di 5 000 fischietti in terracotta realizzati artigianalmente e racconta la lunga storia di questi simboli di festa e allegria. Tra le colline, ecco Asiago: dall’aspetto moderno e di sviluppo recente, poiché completamente ricostruita dopo la Grande Guerra, è una nota località turistica, nonché una delle capitali dello sci da fondo in Italia. Qui si trovano fra l’altro il Municipio (eretto in stile alpino nel 1929), la parrocchiale di San Matteo (dove sono custodite due tele dei Bassano) e le vecchie Carceri, ora museo e sede di importanti mostre.

Sempre ad Asiago poco lontano, sulla cima dell’omonimo colle, spicca la sagoma candida del Sacrario Militare Leiten (1938), dove sono state raccolte le spoglie di oltre 54 000 soldati, provenienti in parte da altri cimiteri dell’Altopiano. In località Pennar, le calotte argentee dell’Osservatorio astrofisico, il principale centro di ricerca astronomica in Italia, sede distaccata dell’Osservatorio di Padova e del Dipartimento di astronomia dell’Università patavina. Proseguendo ancora verso est, si giunge a Gallio, frequentato soprattutto per le sue strutture sportive, come il trampolino da sci da cui volteggiano campioni internazionali. Tra i boschi si trova Foza, le cui case sono decorate con affreschi realizzati da artisti provenienti da tutt’Italia, invitati ad abbellire con le loro opere il paese. All’estremità dell’altopiano ecco Enego, da cui si gode una splendida vista sulle Dolomiti e sul monte Grappa, con la torre scaligera trecentesca e le piste da fondo.
L’altopiano, un tempo, era il maggior comprensorio di malghe dell’arco alpino e oggi è il regno italiano della mountain bike e dello sci da fondo (oltre 500 chilometri di tracciati, tra cui uno spettacolare anello di 250 chilometri, che tocca tutti i comuni). Una sessantina d’impianti di risalita, pista da pattinaggio e sentieri per passeggiate nella neve, anche con le ciaspole ( racchette da neve, eredi di quelle usate dai pionieri degli sport invernali) ne fanno una meta ideale per chi ama sport e natura.

Dalla primavera all’autunno a disposizione degli sportivi ci sono centri equestri, un campo da golf di 18 buche, piscine coperte, campi da tennis, bocce, tiro con l’arco, salti nel vuoto con l’elastico dal ponte sulla val Gadena, rafting, hidrobob, voli con parapendio e un numero infinito di escursioni di ogni livello.

Il nome di Asiago è indissolubilmente legato a quello del prelibato e omonimo formaggio, prodotto sull’Altopiano da tempo immemorabile: le sue origini pare risalgano addirittura al decimo secolo, quando il vescovo di Padova, signore di queste terre, veniva pagato dai suoi vassalli con i formaggi migliori. Ora l’Asiago è un prodotto Dop e si trova in vendita nei caseifici locali. Due le qualità: l’Asiago d’allevo (prodotto con latte scremato, a pasta dura, dal sapore deciso) e l’ Asiago pressato (prodotto con latte intero, è chiamato anche dolce per il suo sapore di latte fresco ed ha una stagionatura variabile dai 25 ai 50 giorni).

L’Asiago è anche l’ingrediente principale dei gustosi piatti della gastronomia locale, come il tradizionale fan frich, sorta di frittata con le patate.

L’offerta turistica dell’Altopiano è varia: accanto ad alberghi stellati si trovano pensioni e bed&breakfast, oppure rifugi per gli escursionisti e appartamenti e ville da affittare. Per i giovani e chi ama il plein air, sull’Altopiano si trovano anche un ostello e 2 campeggi molto ben attrezzati