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Dal Cervino ai castelli della Valle d'Aosta

Per chi vuol compiere un itinerario di incantevole bellezza, suggeriamo questo itinerario da compiere in auto. La lunghezza del percorso è di circa 70 chilometri da compiere in un week end da vivere tra arte e natura. I luoghi che percorreremo sono: Breuil-Cervinia, Valtournenche, Saint-Vincent , Montjovet, Verrès, Issogne , Bard , Pont-Saint-Martin.

Quest'itinerario ci porta dal paesaggio alpestre del mitico monte Cervino a quello tardogotico e feudale dei castelli della Valle d’Aosta, situati nella parte bassa della regione.

Punto di partenza è Breuil-Cervinia, nota località sciistica e di villeggiatura estiva collocata in una conca di prati verdi e attorniata da una cerchia di alte cime con ghiacciai e rocce. Sullo sfondo, domina isolata l’inconfondibile sagoma piramidale del monte Cervino (4 478 metri), fra i “grandi 4000” delle Alpi, a cui ci si può avvicinare anche in funivia, salendo fino al Plateau Rosà.

Scendendo lungo la Valtournanche, una delle valli laterali della Valle d’Aosta, s’incontra il paese che le dà il nome, da cui nell’Ottocento partivano le prime eroiche spedizioni alla conquista della vetta del Cervino.

Valtournanche è una delle più antiche località di villeggiatura valdostane (era già frequentata ai primi del Novecento, soprattutto da scalatori italiani e stranieri che volevano tentare la salita sul Cervino e sulle vette del suo gruppo), ma soprattutto è paese natale di famose guide alpine e di rocciatori, e quindi è conosciuta a livello europeo come un luogo illustre nella storia dell’alpinismo. Valtournanche sbocca a Chatillon, centro tessile, situato a pochi chilometri dal castello di Ussel. Questa fortezza trecentesca, di cui rimangono solo i resti, è posta su un’alta roccia, che domina il fiume Dora Baltea.

Si giunge quindi a Sait-Vincent, mondana stazione termale, molto nota anche per il suo casinò, fra i pochi esistenti in Italia. Il paese è collocato in una splendida posizione e gode di un clima temperato, piacevole in tutte le stagioni. A 6 km a sud, s’incontra il comune di Montjovet, sovrastato dalle suggestive rovine dell’omonimo castello (detto anche di Saint Germain), costruito su uno sperone roccioso nell’undicesimo secolo e abbandonato nel Seicento.

A Issogne si trova uno dei castelli più belli della regione, appartenuta alla famiglia Challant: una costruzione quattrocentesca, che rispecchia appieno la cultura e lo spirito della nobiltà del tempo ed è un perfetto esempio architettonico di dimora signorile. La pianta è quadrata, con torri angolari e gotiche finestre a crociera; al centro il cortile, con la fontana ottagonale e la scultura in ferro battuto del melograno; il portico è affrescato con scene di vita quotidiana; all’interno, tra le altre cose, la sala baronale, anch’essa affrescata con scene di caccia. Appena a un chilometro, dalla parte opposta della Dora, ecco Verrès, su cui veglia da una rupe l’omonimo castello: costruito dagli Challant alla fine del Trecento, è il più bell’esempio di roccaforte della regione, un enorme cubo di pietra, di trenta metri per lato. Chiuso in una gola, il paese di Bard è costituito da una serie di casette arroccate sul monte, ai piedi del quale scorre il fiume. Il borgo è di origine medievale e conserva ancora caratteristiche case d’epoca. L’attrazione principale è il castello dell’undicesimo secolo, diventato famoso nell’Ottocento per aver bloccato per 13 giorni l’avanzata delle truppe napoleoniche verso la pianura padana. L’edificio attuale (tre costruzioni fortificate collegate da passaggi coperti) è stato costruito nel 1831 dal re Carlo Alberto di Savoia dopo che l’originale era stato demolito per ordine dello stesso Napoleone.

Scendendo ancora, sul confine con il Piemonte, s’incontra Pont-Saint-Martin, piccolo borgo petroso, attraversato dal torrente Lys (le cui fredde acque giungono dai ghiacciai del Monte Rosa), famoso per il suo ponte romano risalente al primo secolo prima di Cristo, a una sola arcata, alto 2e metri: e proprio il ponte, circondato fin dal medioevo da molte leggende, ha dato il nome al paese. Da qui si entra nel Canavese, in Piemonte, e il paesaggio cambia decisamente, si fa più morbido, meno aspro e pietroso: a predominare pendii coltivati a vigneto, che producono ottimi vini tra cui il prestigioso rosso di uve nebbiolo Carema.

Da non perdere

Chi si trova a Cervinia o a Valtournanche, non può non fare un’escursione in telecabina sul Plateau Rosa ( 3 480 metri) o sulla Cresta del Fruggen (3 4 88 metri), da cui godere di un panorama mozzafiato sul monte Cervino. Punto di partenza per entrambe le escursioni è Plan Maison.

Consigli d’accoglienza

Le località di montagna sono dotate di strutture di varia tipologia, tutte di buon livello, per onorare la tradizionale accoglienza valdostana. A Cervinia, hotel, residence, appartamenti in affitto di gran classe. Nei dintorni dei castelli, i bed&breakfast e le piccole pensioni a conduzione familiare sono una soluzione comoda per assaporare l’atmosfera incantata dei borghi medievali ed conoscere più da vicino la vita quotidiana di chi vi abita, e magari farsi raccontare qualche vecchia storia legata al maniero del loro paese.