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Trekking sull’Etna

L'Etna offre panorami e scenari del tutto diversi per chi è abituato a compiere trekking in una normale montagna.

In Sicilia, all’ombra dell’Etna, le escursioni diventano occasioni uniche per scoprire uno degli spettacoli naturali più emozionanti al mondo: l’energia esplosiva del vulcano. Zafferana Etnea e Nicolosi sono i punti di partenza ideali per avventurarsi lungo i sentieri che salgono verso i 3323 metri dell’Etna, osservando i fiumi di lava che lambiscono i paesi.

All’interno del Parco dell’Etna cinque sono i sentieri più interessanti: il sentiero natura Monte Nero degli Zappini (4 chilometri, classificato facile), il sentiero natura Monte Zoccolaro (2 chilometri, media difficoltà: raggiunge il miglior punto panoramico sulla Valle del Bove), il sentiero Pietracannone-Cubania (4 chilometri, facile), il sentiero natura Monti Sartorius (4 chilometri, facile) e il sentiero Cisternazza-Monte Spagnolo (10 chilometri, facile). Imperdibile è una puntata a Bronte, sul versante occidentale, la patria del pistacchio.

È la sera che l’Etna dà il meglio di sé. Esplosioni di lava, colate, il rumore della potenza della terra e il colore, il rosso, che incanta e intimorisce. Ma non c’è da aver paura, perché in questo viaggio nelle viscere della terra si è perennemente guardati a vista da guide alpine o ambientali. Bisogna comunque prenotare l’escursione notturna, soprattutto per questioni di sicurezza.

Cosa c’è di meglio che pernottare sul vulcano e magari avere la fortuna di osservare da vicino i suoi zampilli e le sue colate? Il Parco dell’Etna offre diversi rifugi per l’ospitalità notturna, il più celebre dei quali – il rifugio Sapienza – ha una capienza di 100 posti (camere con servizi privati, ristorante e bar). A Piano Provenzana ci sono sia rifugio che albergo. Oppure un’altra possibilità è quella di dormire nei rifugi rustici (aperti in tutte le stagioni ma non gestiti) di monte Maletto o di monte Scavo. Hanno un camino per riscaldare l’ambiente (e quindi c’è anche la legna), acqua corrente e alcuni utensili per cucinare. Ad ogni modo, lungo tutte le pendici dell’Etna strutture come hotel e bed&breakfast non mancano.

Un’altra possibilità è quella di prendere la funivia dell’Etna da Nicolosi nord. Annualmente sono 300.000 i visitatori che salgono sulla cima del vulcano. Dal versante dell’Etna sud in appena 15 minuti si arriva a quota 2504. Una seconda escursione, stavolta in fuoristrada, permette di arrivare a quota 3000. Se si sale sull’Etna d’inverno, oltre alla funivia ci sono quattro sciovie per sciare su decine di chilometri di piste da discesa e da fondo.

Le escursioni con la funivia, o funivia e fuoristrada, vanno prenotate in anticipo. Ad accompagnare i turisti, una guida specializzata. Per partecipare alle escursioni non è necessario possedere particolari attitudini psico-fisiche o allenamento specifico. Tuttavia, è meglio parteciparvi solo se in buone condizioni fisiche e in assenza di patologie polmonari o cardiovascolari.

Come abbigliamento, anche se la Sicilia è la terra del sole, bisogna ricordare che si è comunque a oltre 3000 metri. Pertanto, non ci si deve scordare di portare scarpe da trekking (eventualmente anche i bastoncini), pantaloni lunghi, giacca a vento e un po’ di acqua. Ovviamente gli itinerari potrebbero essere modificati a seconda di particolari condizioni atmosferiche o dell'attività geodinamica del vulcano. Altrimenti, si può passeggiare su sentieri meno impegnativi (come quelli indicati sopra) in totale libertà.

Il Venerdì Santo è molto sentito a Caltagirone, in provincia di Catania, città delle maioliche (da vedere la scalinata che sale da piazza del Municipio, impreziosita da splendide ceramiche smaltate, e le botteghe dei ceramisti). Assieme alla statua della Madonna, viene portato in processione il “Cataletto” del Cristo morto: è una scultura di legno riposta in un’urna anch’essa di legno e vetro e rifinita di oro. La domenica invece sfilano tre statue, collocate in luoghi diversi: quella della Madonna, quella del Cristo risorto, e la statua di San Pietro, fatta di cartone pressato e vuota all’interno per far posto al portatore. Quando la Madonna incontrerà Gesù, nei pressi della scalinata di Santa Maria del Monte, verrà liberata del suo manto nero, simbolo del lutto. Al suo posto, un vestito bianco e celeste, segno di gioia.