Il Parco Nazionale della Majella è entrato a far parte di diritto del patrimonio mondiale dei Parchi nazionali con l’istituzione dell’Ente Parco (D.P.R. 5 giugno 1995). Il territorio è interamente in Abruzzo e si estende per oltre 70 mila ettari nelle province di Pescara, Chieti e L'Aquila; comprende 39 Comuni e 6 Comunità montane. Cuore dell’area protetta è la Majella, a cui si affiancano il Morrone, il Porrara, i Monti Pizzi e i valloni.
Da sempre la Majella è, per gli abruzzesi, la montagna madre. Massiccia e arrotondata, dalla forma molto caratteristica, era sacra nell'antichità alla dea Maia, nel medioevo divenne luogo di preghiera e di ritiro per numerosi eremiti, tra cui nel Duecento Pietro Angeleri, divenuto poi Papa Celestino V. Eremi e abbazie fiorirono così numerosi che il grande poeta Francesco Petrarca la definì “Domus Christi”: dal famosissimo eremo di Spirito Santo, monumento nazionale, a vere e proprie grotte, quali gli eremi di San Giovanni, Sant’Antonio, Sant’Angelo.
Notevole è il valore floristico e vegetazionale del Parco, che rappresenta il settore più meridionale d'Europa della Regione Alpina, con oltre 1800 specie di piante, ampie faggete e decine di piante endemiche rare, come la Stella alpina dell’Appennino, il Ginepro sabino, la Genziana magellense, la Viola della Majella.
E poi una fauna millenaria che, grazie a una nuova cultura della conservazione, è tornata a diffondersi e a popolare questi luoghi: cervi, caprioli, camosci d’Abruzzo, lupi, lontre, martore, faine e donnole, oltre ad anfibi e rettili rari come la Salamandrina dagli occhiali.
Abitata fin dal Paleolitico, la Majella è anche ricca di straordinarie testimonianze storiche, archeologiche e artistiche. I siti più importanti per trovare tracce del passato più remoto sono a Valle Giumentina, Grotta degli Orsi e Grotta del Colle, con eremi, abbazie, tholos e tradizioni che si conservano in tutti i Comuni che ne fanno parte.
Il Parco
Simile ad una grandiosa cupola ellittica, la Majella domina il paesaggio abruzzese innalzandosi tra il mare Adriatico e la catena appenninica. Il fianco occidentale è privo di valli, ma solcato da ampi ghiaioni che si spingono fino alle faggete che rivestono il versante; quello orientale è molto più arrotondato. La cima principale è il monte Amaro, alto 2795 m, ma a superare i 2 000 metri vi sono almeno altre trenta vette: tra queste il monte Acquaviva (2737 metri), la Cima delle Murelle (2596 metri) e il monte Focalone (2676 metri) con pareti che assomigliano a quelle delle Dolomiti.
Ma il fascino della Majella non si ferma qui: un’altra particolarità di questo massiccio sono i profondi valloni, simili a ‘canyon’ americani, e i vasti pianori sopra quota 2000. E ancora, il fenomeno del carsismo testimoniato da numerose grotte e anfratti. Fra tutte, merita una visita la Grotta del Cavallone dove il poeta Gabriele d’Annunzio (d’origine abruzzese) ambientò il secondo atto de La Figlia di Iorio, uno dei suoi capolavori.
Sulla Majella, tra le 117 farfalle diurne e 700 notturne, vive una grande farfalla dalle ali quasi trasparenti, con macchie rotonde orlate di nero e di rosso. Il suo nome è Apollo (Parnassus Apollo) ed è molto rara, tanto che è persino protetta dalla Convenzione di Washington, che vieta il commercio internazionale delle specie in via di estinzione.
Raggiungere il Parco
I bus delle autolinee regionali Arpa (tel. + 39 0844/215099) collegano le città di Sulmona, Pescara e Chieti con i centri del Parco della Majella. Un modo comodo ed ecologico per raggiungerlo.

